Strange Path

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

lunedì, 08 dicembre 2008
Inverno

Nell' aria gelida, un bacio
del mattino al suo risveglio.
Le mille mani del vento freddo
mi stringono in un abbraccio
senza calore, eppur d'amore,
per ricordarmi che vivo
un altro giorno di loro.

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

lunedì, 08 dicembre 2008
Autolesionista


Scheletri d'avorio dalle mie carni
eburnei scempi avidi di sangue,
avidi di baci e di rantoli.
Le mani si protendono nel buio
e seguono il calore del respiro.
Sul corpo, come lama, il fuoco danza
disegnando i suoi marchi di dolore
e allora alla cieca, barcollando
mi crollano le gambe sotto il peso
del silenzio senza ingiuria né pace,
indisturbato, che strappa dal viso
ogni parola di vana speranza.


Endecasillabi liberi che bruciano sulle mie mani.

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

lunedì, 08 dicembre 2008
Giorno sporco della tua purezza


La luce che investe il tuo corpo,
che danza leggera nell' aria,
la stanza dal caldo tepore
è annuncio di gioia e torpore.

Sulla tua pelle si legge
trasparente il senso dell'amore
l'ardore dei tuoi occhi pur socchiusi
è quel furore di giovane manìa.

E' solo mio questo tuo tempo
è solo tuo questo mio sguardo,
non c'è domani, non pensare
ad altri dei mille momenti.

Il tuo sguardo è acciaio lucente
eppur così dolce da farmi tremare
che per il cuore riduce al silenzio
ogni dolore non sia desiderio.

Nei tuoi occhi si specchia quel cielo
che dalla finestra, limpido
ti mostra il tuo piccolo mondo,
nell'azzurro di sogni appena sfiorati.

L'argento al tuo orecchio che brilla col sole
è solo un momento, poi lenta ti muovi:
la tua schiena come tela pulita
sotto dita e carezze e colori del giorno.

Cento volte e poi mille si scolpirà
questa visione nella mia mente
basta un momento, non dimenticare
a sanare ogni notte i lembi del cuore.



Versi ispirati alle mie dita da grandi maestri come Dante e Montale, e da lei.

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

lunedì, 08 dicembre 2008
Ci fosse un dio

Ci fosse un dio lo ringrazierei
di avermi donato te, per un po'.
Ci fosse un dio avrebbe pietà
del mio essere ingenua, della purezza
sfrontata del mio voler bene.
Ci fosse un dio veglierebbe
sulla tua felicità, per amore di noi
che esistiamo ai tuoi piedi, e sopra
i tuoi sogni.

15/10/08

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

lunedì, 08 dicembre 2008
La morte silente

Oltrepasso la soglia
più fredda, più nera,
ma senza una sillaba sola.

Sulle mie labbra germoglia
la voglia ciarliera
ma nulla udirà la mia gola.

La morte mi spoglia
del fiato, stasera,
di grigio il mio mondo colora.

17/9/08


Commento alla poesia 50 di Emily Dickinson

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

venerdì, 13 giugno 2008
Gigli rossi


Se tutto è diverso guarda alla vita:
quando ti vedo, passato indecente
mai sei più sporco del mero presente
è allora rara ogni storia finita.

Nulla è perduto se non sei fuggita
Lo scrigno che resta vicino alla mente
conserva i ricordi che vede e sente
quando ragione rimane assopita.

E se ricordo i tuoi occhi di cielo
vorrei ancora vivere solo per te.
Ascolto il sogno che batte sul petto:

vedo amaranto, carminio il tuo letto
Gigli Rossi ambivan lontano da me
portarti via, terribile velo.


10/5/08

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

venerdì, 23 maggio 2008
Per te

Piangerò nel fango
riderò nel pianto
Striscerò nel santo
come nel profano,

Dal più basso rango
al migliore canto
Forse non è tanto
ma è per te

Sogno.


15/5/08

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

domenica, 04 maggio 2008
Sguardi nella notte

La frenesia del mio pensiero corre
a piedi nudi verso casa
Tra le braccia di desideri sporchi
macchiati dalle dita dell'amore

Che importanza ha perversione
nel mio capo
E la schiena rivolta all'orizzonte?
Chi ha mai creduto nei miei occhi
sanguinanti
a furia di cercar risposte pronte?

Me ne starò con la fronte reclinata
sul cuscino dei sogni irrealizzati:
sono questi, sotto le mie mani
sospiri uccisi perché mai ascoltati.



18/4/08

Come potrei smettere di scrivere
per lei?
Luna.

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

venerdì, 04 aprile 2008
Bellezza tagliente

Ancora una volta, per lei.


Dico di amarti e ti lascio soffrire
perché bello è il sorriso quanto il pianto
Osservo il tuo cuore e lo vedo capire
la rosa impazzita che gode al tuo canto.

Assorda la musica in testa
                                     non lo spartito

Sulle dita il sapore di sangue
                                      dipinto ed udito


Solo un'altra volta, per loro.

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

martedì, 11 marzo 2008
Mannaro

 
Sotto le tue spoglie attendo d'asservirti
ma non ti servirà dal gelo coprirti.
In gola ho bianche fauci, irte lame
senti il tuo gran corpo scosso dalla fame.
Farai i conti col destino più nefando:
in tutta fede tu sei me, ma io comando.
Soggetto alle tue carni e al mio volere
la tua umanità voglio veder dolere.

E quando la madre Luna
non più falce della notte
ma gran specchio delle brame
E' Signora argentea e bruna
dell'inferno apre le porte
il mio avvento è nelle trame!

Nel tuo letto tremi al buio questa notte
sogni di velieri rosso sangue a flotte
Ed io premo con le unghie sul tuo petto
per mutarti nel mio essere perfetto.
Il terrore lì ti prende perché sai
che io sbrano il tuo bel cuore e morirai.
Soggetto alle tue carni e al mio volere
la tua umanità voglio veder dolere.

E quando la madre Luna
non più falce della notte
ma gran specchio delle brame
E' Signora argentea e bruna
dell'inferno apre le porte
il mio avvento è nelle trame!

 

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Tra le pagine: "la penna, qualcuno la chiamò poesia"

giovedì, 28 febbraio 2008
Suona, bambina

Da un'immagine scelta da Lady per una non-sfida all'Immortal


Suona, bambina. Le tue dita sono quelle di una carezza; sono i soffi del vento gelato che percuote le ossa e poi culla il cuore.
Suona, bambina. Le tue mani sono strumento divino di quell’Arte che chiamano amare; sono il mezzo della felicità.
Suona bambina. Per te, solo per te.

A quel tempo era piccola e pallida. I suoi capelli erano morbidi come la seta e le sue guance due boccioli di velluto come, si sa, sono sempre appena sbocciati nella tenera età. Le gambe e le braccia compatte, il viso rotondo, gli occhi grandi e illuminati da un certo moto interno e sconosciuto, di quelli che ogni maturità cancella per sempre da uomini e donne.
Sedeva sempre da sola, nel luogo più vuoto che riusciva a trovare. Non che non le piacesse la compagnia, che non ricercasse una mano materna dove non ve n’era tesa alcuna: semplicemente, amava più del calore delle persone la loro assenza intorno, la loro distanza da lei, perché le potesse osservare e capire senza essere disturbata.

Grida e stridi di corde d’argento
Lascia che pianga il tuo strumento
Attendi con ansia il nuovo avvento
La dolce metà del tuo bel rilento.

Aspettava una melodia. Osservava tutto il giorno il pentagramma incompleto, tristemente bianco, che solcava il suo cuore. Una musica solo agli occhi della sua coscienza, ed inafferrabile per chiunque altro.
Piegava il suo piccolo capo in avanti, chiudeva gli occhi e restava così, suonando dentro di sé quello che le nasceva in grembo alla fantasia. E solo pochi, in rare occasioni, ebbero la fortuna e il privilegio di ascoltare quello che, una volta terminato, il suo Genio aveva creato.
Perché lei suonava per sé, solo per sé.

Note su note, pioggia di niente
E ride, piange, prega quel suono
Cerca ora un luogo più accogliente
Per nascer migliore, figlio del dono.


Aspettava che quell’ultima nota, quel tocco di cristallo, uscisse dalle sue dita e scuotesse l’aria d’intorno. E loro, che le stavano davanti, aspettavano lo stesso prodigio con occhi quasi supplicanti, ben sapendo, nel loro cuore, che il tempo non sarebbe bastato.
Lei attendeva, speranzosa di vedere l’alba seguente insieme alla sua musica.
Sedeva distante da tutti, e li osservava dietro quel dannato vetro di plastica. Lei sedeva in silenzio con il suo strumento, e guardava i bizzarri adulti in bianco discutere pacatamente.

Prima che l’uomo delle parole
Di quelle vuote con cui consolare
Ti prenda la mano e dica“vieni”
Cerca quel sogno, quel figlio, quel suono.

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

domenica, 17 febbraio 2008
Carme 5

Ispirato ovviamente al Carme 5 di Catullo, riscritta come preferisco.
Un regalo per Ele e il suo angelo.


Amami, vivimi
stringiamoci finche si può
e quel che hanno altri da dire
non avrà per noi alcun valore.

Abbracciami, sentimi
che il sole tramonti e risorga
quand'ogni cosa starà per finire
una notte infinita dovremo dormire.

Ascoltami, baciami
cento volte, poi mille e altrettante
mischieremo i baci scambiati
che nessuno li possa contare



E qui l'originale latino e una mia traduzione non proprio letterale, ma che rende l'idea.

Vivamus, mea Lesbia, atque amemus
rumoresque senum severiorum
omnes unius aestimemus assis!
Soles occidere et redire possunt:
nobis cum semel occidit brevis lux,
nox est perpetua una dormienda.
Da mi basia mille, deinde centum,
dein mille altera, dein secunda centum,
deinde usque altera mille, deinde centum.
Dein, cum milia multa fecerimus,
conturbabimus illa, ne sciamus,
aut ne quis malus invidere possit,
cum tantum sciat esse basiorum.

Viviamo, mia Lesbia, e amiamoci,
e ignoriamo le chiacchiere dei vecchi
malpensanti, come di nessun valore!
Può iniziare e terminare il giorno:
a noi resta, quando si è spenta la breve luce
una notte infinita da dormire.
Riempimi di baci,
cento e ancora mille.
Così, quando ne avremo infiniti,
li mischieremo tutti, per non sapere quanti,
e più nessuno potrà maledirci
contando quante dolcezze ci siamo scambiati.



11/2/0

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

venerdì, 08 febbraio 2008
Fata

Fortuna che per la poesia c'è sempre tempo...
Dedicato ad una personcina svolazzante.


E' il poeta che scruta il cielo
e' il buffone che guarda le stelle
Mia Luna, mio Sogno, mio velo
ti spio t'invoco, lo sguardo su quelle
luci lontane che chiamano il luogo
del senno di poi, disperso nel nulla:
nel desiderio ragione affogo
ed è l'ossessione che dolce mi culla.


13/1/08

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

giovedì, 07 febbraio 2008
Mani in pasta

Un po' di satira politica non fa mai male! Questa volta per scuola.


Italia fattoria fuori dal coro
raggiunta ormai da tempo la sua meta
Democrazia: giornate assasi sprecate
nel gran pollaio sono rossi e neri.

I nostri sono polli in gabbie d'oro
e mangiano e riposano su seta
ma dietro nuove leggi e gran parlate
son tutti... pizzaioli e pasticceri!


28/1/08

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

mercoledì, 06 febbraio 2008
Sonetto al Guerriero

Brezza di neve gli sfiora le guance
vento e poi tuoni gli danzan d'intorno
Tutta la truppa solleva le lance
e lui lo sa che non farà ritorno.

Cammina, soldato, verso la fine
L'imperatore, la patria, l'onore
spingono a batterti per il confine
e sogni gloria, vittoria ed amore.

Percuoti lo scudo con la tua spada,
richiami la forza: venga in aiuto
dei tuoi guerrieri in campo mortale.

Prima che il tempo passi e che vada
il tuo dovere l'avrai ordimai compiùto
e passerai il più nero portale.

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

giovedì, 31 gennaio 2008
Principessa guerriera

Vecchi versi dell'estate passata buttati un po' lì...

Indomito è lo spirito
nell'anima ch'è guerriera.
La chioma di corvo al vento
Lo sguardo di ghiaccio al cielo,
grida acute di battaglia
ed è il sangue che l'acceca.


Ebbene sì: è XENA *__*

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

giovedì, 24 gennaio 2008
Due pensieri per la mia Musa

Piove; fiamme, fuoco, tuoni

Piangi cielo, soffri, senti

questo grido nella notte

questo tuono che s'impone.

Squarcia, rompi, spezza, uccidi

la tua voglia di dormire.


21/1/08


***

Mare d'Inverno, tu freddo paterno
permetti che l'onde lambiscan le sponde:
volute argentate d'un dì rinnovate.

Lontano è d'averno ogni incubo odierno
di Luna; nasconde tua figlia profonde
le gioie sperate stanotte sognate.


22/1/08

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

domenica, 20 gennaio 2008
Profezia di Selene

Per Lady e Nai dall' Immortal ^^

Prestate attenzione al mio verbo, mortali
creature immutate, di luce, notturne:
Nel luogo ove il sangue per azioni fatali
stillerà di Selene tra stelle diurne
Dopo dodici anni dalle gemme letali
Tornerà ed al petto potrà ricondurne.

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

mercoledì, 02 gennaio 2008
Ispirazione

Gli ultimi versi del 2007...

Quando la noia furente d'onore
diviene grigiore senza pudore
l' Ispirazione interviene divina
occulta e lucente, bianca e corvina.

La ferma, la placa, la prende da parte
le dice "sta' buona, ci penserà l'arte"
Dolce di fiele ed amara di miele
è forza dei deboli e sempre infedele.


28/12/07


In ritardo, ma BUONA ANNO ^_*

 

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Tra le pagine: "qualcuno la chiamò poesia"

domenica, 09 dicembre 2007
Teatro Immortale

Dedicato ai meravigliosi ragazzi dell' Immortal Theatre


Teatro immortale
magia senza male
un luogo che giace
oltre il tempo, ora tace.
Tramonto ormai morto
la notte il suo porto
di sogni lasciati
e dimenticati.

Tra anima forte,
spalanca le porte
e guardiana d'un faro
nella notte un riparo,
stanno un bianco corvino
di coraggio divino,
una giovin guerriera
tanto dolce che fiera.

Poi docil creatura
fata d'amore sicura,
il guardiano dei folli
e dei divertiti fasulli,
con la piccola donna
che per altri s'affanna
sta l'artista riservata
tal per gioco arrecata.

Vi è poi l'angel guardiano
lo sguardo lontano,
e il giocatore con lei:
di fantasia son cortei.

E tra loro, teatranti
immortali e giostranti
giocano a vivere,
a muovere, a ridere,
fingendo un bel un dove
senza tempo né prove
lasciando che il cuore
guidi ciò che mai muore.

 

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L'onore di un mago sta nell'intreccio dei suoi incantesimi

 

Le lacrime sono una delle poche cose sincere dell' uomo
è ciò che le provoca, se non sono di gioia, a meritare d'essere punito

 

Gli dei? Creatori con meno fantasia di noi.

 

L'unico vero amore è quello di un artista per la sua creazione.

 

Ciò che ci distingue dagli animali è saper creare qualcosa che ci dia gioia profonda: l' Arte.

 

Religione è quella cosa che copre l'omicidio con buone cause, fa arricchire i vecchi panzoni e rincoglionire i bimbi

 

Quando il sogno diventerà realta, cosa immaginerai dopo?

 

A volte ho fretta di vivere

 

Come Konstantin Nazvanov davanti al boccascena: anche il mio suggeritore preferisce l'orologio.

 

Un grande pregio della fantasia è poter scrivere anche di ciò in cui non si crede.

 

Una stella brilla di luce propria, una stella brilla per i cuori degli altri.

 

"Dai tu sei un essere superiore piu in alto nella catena alimentare tanto è vero che i comodini mangiano i truzzi le bistecche mangiano i comodini , io mangio le bestecche e tu mi mangi" (MadWolf)

 

"L'amicizia vera è un amore che dura per sempre" (Jadis)

 

Non è la vita ad essere un lungo viaggio: sono i viaggi, piuttosto, a vivere ogni volta con il cuore pulsante dell'avventura

 

Veloce, che mi scappa da vivere!

 

Prima goditelo, contemplalo poi.

 

Restino mute le tue labbra perché puro sia il tuo cuore.

 

Se qualche goccia ti disturba, apri l'ombrello; ma se la pioggia cade forte, lascia che lavi via i pensieri.

 

Dietro alle stelle, là c'è l'infinito.

 

Alza gli occhi se vuoi vedere quello che si spetta.

 

Quando hai voglia di piangere, fallo, e abbraccia qualcuno perché ti capirà.

 

"L'angelo nero condannato all'umanità perché osò amarla, la sibilla che fu cieca al suo stesso destino e il sacrificio che per amore visse.
Sei l'infinito dietro le stelle. Che si specchia nel mare ed è convinto che sia lontano ed irraggiungibile." (Lady Lylian)

 

"Una bella persona è quando è facile pensarla amica,una bella persona fa sembrare tutto cio che dice oro colato ma soprattutto una bella persona non è perfetta e lo sa." (Marco)

 

L'immoralità della noia è seconda solo a quella del destino.

 

Voglio fare la cosa sbagliata, ancora e ancora e ancora, e godere del piacere della mia immaturità.