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Tra le pagine: "la carta"
lunedì, 29 dicembre 2008
Resti mortali
Ancora più coinvolgente di Nodo di sangue, ancora più pungente il sarcasmo ininterrotto e a volte disperato di Anita Blake, irremovibile come una roccia.
L' argomento principale, gli zombi, ha quasi necessariamente reso questo capitolo della saga uno snodo piuttosto splatter della storia: le scene del delitto sono descritte fino all' ultimo grumo di sangue e residuo di interiora. Questa volta i vampiri sono invece marginali, con brevissime apparizioni di Jean-Claude (purtroppo minime, perché una volta che hai "conosciuto" il Master non puoi più farne a meno).
In negativo, ci sono le solite ripetizioni che sembrano proprio "da disattenzione", e ogni azione di Anita è anche troppo caricata di riflessioni sulle armi, sulla lotta e sull' abbigliamento, che finiscono per diventare ridondanti e inutili.
Inoltre, leggendo Resti mortali subito dopo il primo romanzo (ma probabilmente anche dopo qualsiasi altro) della saga, mi sono saltate all' occhio ripetizioni pari-pari, passi già letti.
La mia edizione ha due errori di stampa, cosa che non sopporto
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Tra le pagine: "la carta"
Una narrazione in frammenti, ma anche un viaggio tra tutti gli affetti che una donna può provare, le sofferenze dell' abbandono e i paesaggi intrisi di sole che fanno da sfondo alla vita e all' amicizia.
lunedì, 29 dicembre 2008
Liriche e frammenti
Storie e letture interiori, quelle di Saffo, sotto la cui quotidianità vive, cresce e si nutre un amore (e un bisogno d'amore) comune, universale, eppure raro per la sua forza dolce e inarrestabile.
Di sicuro regala di più a chi il greco lo conosce, e può analizzarne da sé le parole, ma è comunque una poesia che fa venir voglia di vivere e di morire per passione.
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Tra le pagine: "la carta"
giovedì, 18 dicembre 2008
Nodo di sangue
Il primo romanzo della saga di Laurell K. Hamilton mi ha catturata in un vortice di meritata insonnia. Si legge con piacere: è scorrevole, movimentato, ha una trama che procede spedita affrontata con ironia seppur non certo allegra.
Ho faticato a farmi stare simpatica la protagonista, ma alla fine dei conti Anita Blake si è rivelata un personaggio ben studiato. Nonostante rischi di sfiorare il luogo comune o il prototipo di "cacciatrice", lo schiva con grazia e rende, con battute sarcasmi e tanto, tanto carattere, una prima persona coinvolgente (senza la quale la storia non varrebbe quel che vale).
Vincente e adatta la scelta di inserire nel racconto non solo pensieri e preoccupazioni della voce narrante, ma anche allusioni a un passato antecedente al romanzo, indicazioni sulle armi e brevi delucidazioni riguardo i diversi non-morti e il lavoro di Anita.
Unica nota negativa, che purtroppo riguarda il libro intero, sembra scritto di fretta, senza troppa cura: ripetizioni evidenti e frasi "buttate via" (ma di queste di può forse incolpare la traduzione), eventi dalle cause poco chiare, descrizioni insoddisfacenti.
Bellissimi gli zombi come tali e i vampiri legalizzati.
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Tra le pagine: "la carta"
domenica, 14 dicembre 2008
Breaking dawn
Serviva un tomo di settecento pagine per ribadire quanto il "vampiro" mitizzato sia bello, figo, perfetto? No, ma ciò che vende pubblica di sicuro.
La scontatezza dei personaggi dà la nausea, l'amore tra i protagonisti diventa sempre più artificiale e improbabile, anche se la Meyer sembra pensare che basti sprecare cento pagine sulla loro (sempre più improbabile) vita sessuale per farci apparire umani e adorabili due insopportabili Edward e Bella.
In america non si studia genetica? Un uomo è morto, immutabile, immortale, non ha bisogno di ossigeno e non mangia, ma la spermatogenesi funziona che è una meraviglia. Qualcosa non va.
Allora perché la Meyer l'ha scritto? Perché incassa, perché sì, per far contente le ragazzine deliranti dopo il film (peraltro pessimo).
Storia nulla, perbenismo, ovvietà, idee che avrebbero forse dovuto essere innovative ma che risultano obbiettivamente raccapriccianti per i conoscitori del mito dei vampiri.
Spero per gli editori italiani che le decisioni siano prese a tavolino da addetti freddi e insensibili attaccati ai soldi, perché se così non fosse avrebbero sofferto a privare del posto buoni esordienti in cambio di questo fan-service spudorato.
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Tra le pagine: "la carta"
domenica, 14 dicembre 2008
Le creature del mondo emerso
Le illustrazioni di Paolo Barbieri sono il vero fulcro dell' opera. I personaggi sono un po' statici e simili tra loro, ma i paesaggi mozzano il fiato. Affiancati da una colorazione digitale quasi perfetta (anche se un po' "accademica"), i draghi e le armature valgono fino all' ultimo centesimo.
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Tra le pagine: "la carta"
giovedì, 04 settembre 2008
Signori bambini
In un gioco raccontato dal padre morto e sepolto ma più vivo che mai di uno dei ragazzini, i ruoli di infanti e pedagoghi si scambiano: il professore si trova a fare i conti con la sua mancanza di infanzia, i piccoli con le responsabilità degli adulti, mentre quelli che erano gli educatori se la spassano sguazzando nella loro fanciullezza.
Una storia divertente, una favola ma che è reale, "che non è un sogno, né alcuna soluzione di comodo", con insegnanti bisognosi di affetto, prostitute materne e attrici, bambini solidali e maturi al punto giusto, genitori bambini e una scuola parigina come tante altre.
Pur inciampando su citazioni letterarie degne del professore di francese che è Pennac, si legge con il sorriso stampato sulla faccia. Probabilmente piacerebbe anche a chi non è appen auscito dall'infanzia come me, ma sta vivendo invece "dall'altra parte della cattedra".
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Tra le pagine: "la carta"
giovedì, 04 settembre 2008
Aspettando Godot
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Tra le pagine: "la carta"
venerdì, 27 giugno 2008
Lontano da ogni cosa
Colpa dello stile che sembra voler essere a tutti i costi sfacciato e "speciale", "particolare" per forza, che ti bastona le gambe così che ti trovi ad arrancare sui primi capitoli con la speranza che poi - ma sì - ti ci abituerai, perché vicenda e messaggio valgono la pena.
Troppe ripetizioni volute e meccaniche, troppi punti e virgola; troppe parole finto-composte e finto-finte, troppe in un inutile corsivo. Che ci fanno, poi, tutti quei Nome Cognome per ogni personaggio? Nemmeno fosse una cronaca da giornale.
Sono riuscita ad abituarmici solo alle ultime pagine, ma probabilmente è questione di gusti, e tanto vale provare.
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Tra le pagine: "la carta"
giovedì, 12 giugno 2008
La ballata delle prugne secche
Fin dalla prima pagina, le lamentele e le critiche sincere sull'essere donna colpiscono e divertono per il cinismo e l'ironia disarmanti.
Come non prendere subito in simpatia questa tagliente autobiografia e Pulsatilla?
Quando però il libro comincia a trasformarsi in un resoconto sulle esperienze sessuali di una ventenne foggiana, perde decisamente attrattiva e interesse.
PS: Ci si fa quattro risate e un po' di complicità anche sul suo blog.
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Tra le pagine: "la carta"
sabato, 24 maggio 2008
La Metamorfosi
Di fama certamente meritata, unico.
Erano anni, da quando inevitabilmente sono venuta a conoscenza di questo classico, che volevo leggere l'opera più decantata di Kafka, eppure in un modo o nell'altro me l'ero sempre scordata.
Ora finalmente ce l'ho fatta! E ne sono rimasta colpita: nulla potrebbe farmi più piacere, nella lettura, di un libro che ti cambia.
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Tra le pagine: "la carta"
Ma il meglio sta nel mezzo! (che sa un po' di te, Sogno) Tra i personaggi, la protagonista troppo pessimista ma anche per questo vicina ai giovani di tutti i tempi non è la più interessante: nonostante la figura del vampiro sia stata da sempre girata e rigirata in tutti i modi, rivisitata e riproposta, l'autrice è riuscita a trovarne una versione quasi "buona", diversa, adattabile. I beniamini delle atmosfere gotiche di questa storia hanno infatti i soliti tratti vampireschi ma poteri alquanto particolari (esempio eclatante il loro rapporto con la luce del sole. Mi è piaciuto lo svolgimento e, nonostante mi fossi persa molto volentieri nelle pieghe da romanzo d'amore, non mi è dispiaciuta la svolta senza dubbio necessaria nell'azione, o mi sarei prima o poi addormentata sul libro. Mi aspettavo di più in un certo senso: speravo in una storia più forte, più intensa per quanto riguarda i vampiri e la loro non-vita. E' certamente ricca della tensione e l'emozione che serve, ma mi è sembrato tutto troppo "corretto", troppo accomodante, come per dire "ma sì, tranquilli, sono tutti buoni, bravi e diligenti"; manca il coraggio della scrittrice, in questo primo volume.
sabato, 10 maggio 2008
Twilight
Da qualche parte spero ancora che Alice si beva Bella prima della fine della saga... *__*
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Tra le pagine: "la carta"
lunedì, 28 aprile 2008
Momo
Condivido pienamente quello che sul tempo vuole esprimere l'autore, che ognuno può capire e interpretare per tutta la vicenda.
E' una storia abbastanza chiara per i bambini e abbastanza complicata per gli adulti (che il tempo per leggerla lo troveranno di sicuro!). E per me che sto in mezzo a queste categorie, e ancora ci starò per un bel po', ha la scorrevolezza di una giornata libera.
Dello stile ho apprezzato appunto la semplicità, seppure in un linguaggio non proprio attuale che è perfetto per l'ambientazione; mi piace l'idea dei titoli del capitoli che hanno tutti delle contraddizioni ("grande - piccola", "inventato - vero" "fine - inizio"...) e un po' di anticipazione.
I dialoghi dei personaggi come Momo, Beppo, a volte Gigi e i bambini, con la loro parlata colloquiale e sgrammaticata, fanno di loro delle figure buffe e dolci, davvero amabili.
Tra tutti ho preferito Cassiopea, con i suoi interrogativi sul futuro e sul presente.
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Tra le pagine: "la carta"
martedì, 22 aprile 2008
Clown Girl
"Clown girl", romanzo di debutto di Monica Drake, è un libro unico. Un' esperienza. Un pugno dello stomaco e poi un bacio.
Ti fa respirare l' aria malata del sobborgo, soffrire di cuore con Nita, assaporare l' asfalto e il sole che brucia, sperare più di ogni altra cosa con la protagonista che, ancora una volta, quella chioma bionda e quella divisa siano di un amico.
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Tra le pagine: "la carta"
lunedì, 25 febbraio 2008
Io venia pien d'angoscia a rimirarti, Michele Mari
Tutto una semina, un'anticipazione, una ricerca tra passato, errori, superstizioni e credenze, della realtà del Vero che si rivelerà, per i giovani protagonisti, più strana e dura della fantasia dei miti antichi.
Un diario pieno di preoccupazioni e curiosità: quelle di un ragazzo che tenta di capire, seguendolo, il tormento interiore del misterioso fratello.
Tardegardo mette addosso la voglia di studiare, di scoprire, di sapere.
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Tra le pagine: "la carta"
lunedì, 25 febbraio 2008
Favole 1: Lacrime di pietra
Primo della serie di libri illustrati di Victoria Frances.
Per quanto riguarda le illustrazioni, però, vale fino all'ultimo centesimo.
Quelle della terza parte, in particolare, con balli e maschere, sono davvero molto belle. E' presente anche un disegno del balcone di Giulietta!
Da quanto mi hanno detto, mi aspetto di meglio dai libri seguenti, se mi capiteranno tra le mani per sbaglio.
Grazie mille al Michi per il pensiero *__*
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Tra le pagine: "la carta"
Emozionante ed avvincente seguire le avventure del più vario gruppo di avventurieri, esplorando nel contempo la psicologia di ogni personaggio, come un'esperienza di gioco. Solo eccessive ripetizioni, sopratutto dei nomi (ma quante volte hanno scritto "Tanis"?!) intaccano uno stile altrimenti scorrevole e perfetto. Come sempre Weis&Hikman rimangono i miei miti.
martedì, 12 febbraio 2008
I draghi del crepuscolo d'autunno
Finito oggi! Ed era ora.
E questo Fizban poi... non è l'anagramma di un certo... Zifnab?
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Tra le pagine: "la carta"
giovedì, 31 maggio 2007
La leggenda del minotauro
Libro della saga di Dragonlance (fa parte della seconda trilogia degli Eroi) scritto da Richard Knaak.
La storia si collega a quella precedente che rientra nella prima trilogia degli Eroi, "la leggenda di Huma": dopo la sconfitta della regina che aveva portato terrore nelle terre di Krynn da parte dei Cavalieri di Solamnia, Kaz il minotauro, che ha partecipato all'ultima battaglia, si trova improvvisamente braccato dai cavalieri, che lo ritengono senza motivo un assassino ed hanno messo una taglia sulla sua testa, e dai suoi simili, dai quali è visto come un codardo.
Per trovare la fonte della pazzia che sembra aver preso i Cavalieri di Solamnia, Kaz si reca alla fortezza di Vingaard, sede centrale dell' Ordine, accompagnato da un gruppetto di compagni: uno stravagante kender, una chierica ed un Cavaliere di Solamnia in cerca di risposte.
In quattro/cinque giorni sono al capitolo 12 (in tutto sono 24), quindi più o meno a metà... non è per nulla lungo, ma sto leggendo solo di sera, e ultimamente non riesco a stare sveglia più di un capitolo o due T_T
Ho letto libri di Dragonlance nettamente migliori: questo mi sembra un po' ripetitivo come stile (ma non dubito che sia colpa anche del traduttore) e la storia non è delle più intriganti.
Comunque non mi dispiace ^^
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L'onore di un mago sta nell'intreccio dei suoi incantesimi
Le lacrime sono una delle poche cose sincere
dell' uomo
è ciò che le provoca, se non sono di gioia, a meritare d'essere punito
Gli dei? Creatori con meno fantasia di noi.
L'unico vero amore è quello di un artista per la sua creazione.
Ciò che ci distingue dagli animali è saper creare qualcosa che ci dia gioia profonda: l' Arte.
Religione è quella cosa che copre l'omicidio con buone cause, fa arricchire i vecchi panzoni e rincoglionire i bimbi
Quando il sogno diventerà realta, cosa immaginerai dopo?
A volte ho fretta di vivere
Come Konstantin Nazvanov davanti al boccascena: anche il mio suggeritore preferisce l'orologio.
Un grande pregio della fantasia è poter scrivere anche di ciò in cui non si crede.
Una stella brilla di luce propria, una stella brilla per i cuori degli altri.
"Dai tu sei un essere superiore piu in alto nella catena alimentare tanto è vero che i comodini mangiano i truzzi le bistecche mangiano i comodini , io mangio le bestecche e tu mi mangi" (MadWolf)
"L'amicizia vera è un amore che dura per sempre" (Jadis)
Non è la vita ad essere un lungo viaggio: sono i viaggi, piuttosto, a vivere ogni volta con il cuore pulsante dell'avventura
Veloce, che mi scappa da vivere!
Prima goditelo, contemplalo poi.
Restino mute le tue labbra perché puro sia il tuo cuore.
Se qualche goccia ti disturba, apri l'ombrello; ma se la pioggia cade forte, lascia che lavi via i pensieri.
Dietro alle stelle, là c'è l'infinito.
Alza gli occhi se vuoi vedere quello che si spetta.
Quando hai voglia di piangere, fallo, e abbraccia qualcuno perché ti capirà .
"L'angelo nero condannato all'umanità perché osò
amarla, la sibilla che fu cieca al suo stesso destino e il sacrificio che per
amore visse.
Sei l'infinito dietro le stelle. Che si specchia nel mare ed è convinto che sia
lontano ed irraggiungibile." (Lady Lylian)
"Una bella persona è quando è facile pensarla amica,una bella persona fa sembrare tutto cio che dice oro colato ma soprattutto una bella persona non è perfetta e lo sa." (Marco)
L'immoralità della noia è seconda solo a quella del destino.
Voglio fare la cosa sbagliata, ancora e ancora e ancora, e godere del piacere della mia immaturità .
La genialità di Beckett sta nel parlare di quattro personaggi attraverso una figura che, in tutta l'opera, non apparirà mai.
Lettura difficoltosa, forse da rifare con la critica altrui (ed esperta) sottomano per cercare il proprio modo di comprenderla; assolutamente da vedere rappresentata.
Impossibile non immaginare lo spazio scenico, il palco di legno, i protagonisti nei loro vestiti dimessi, le scarpe di uno e il cappello dell'altro che passano di mano in mano.
I dibattiti tra i due mendicanti, e tra loro e Pozzo, hanno un ritmo perfetto, argomenti sfiorati di tutti i tipi che lasciano al lettore il dovere di discuterli da sé, battute da ricordare.
"Ma la volete finire con le vostre storie di tempo? E’ grottesco! Quando! Quando! Un giorno, non vi basta, un giorno come tutti gli altri, è diventato muto, un giorno io sono diventato cieco, un giorno diventeremo sordi, un giorno siamo nati, un giorno moriremo, lo stesso giorno, lo stesso istante, non vi basta?
Partoriscono a cavallo di una tomba, il giorno splende un istante, ed è subito notte" Pozzo