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Tra le pagine: "cinematografo"
lunedì, 08 dicembre 2008
Una lunga domenica di passioni


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Tra le pagine: "cinematografo"
Flags of our fathers è il film uscito nelle sale nel 2006 diretto dall'ormai affermato regista Clint Eastwood e basato sull'omonimo libro di James Bradley e Ron Powers a proposito della battaglia di Iwo Jima. E' stato girato in contemporanea con la pellicola che rappresenta la visione della controparte giapponese della stessa guerra, Lettere da Iwo Jima. Così il soldato Rene Gagnon, il nativo americano Ira Hayes e l'infermiere John "Doc" Bradley (padre dell'uomo che ricerca all'inizio e alla fine del film le notizie inerenti all'accaduto), si ritrovano contro la loro volontà ad abbandonare i compagni e a pubblicizzare la apparente vittoria dell' America sugli avversari. Le identità dei marines del plotone, i pochi sopravvissuti e i compagni che muoiono tra le braccia dell’infermiere sotto il fuoco nemico ed amico (tra cui gli altri tre presenti nella fotografia: il sergente Mike, Harlon Block e Franklin Sousley), non sono chiaramente esplicitate fin dalla loro comparsa e non tutte si fanno chiare entro il finale della vicenda. Il film è costituito su tre principali piani temporali: la battaglia vera e propria sull’isola di Iwo Jima, durante Scene molto crude e quasi sempre esplicitamente violente caratterizzano le sequenze di guerra, rendendo l’efferatezza della realtà. Sul tema ricorrente dell'eroismo, il regista esprime la sua opinione attraverso i protagonisti della guerra: come John spiega al figlio sul letto di morte, gli eroi non esistono in quanto tali, ma solo nella mente del popolo che ha bisogno di credere alla vittoria del suo paese; i ragazzi, tra cui soprattutto Ira, non vogliono essere chiamati quindi con un simile appellativo nel loro viaggio per il paese, poiché sono coscienti di non essere tali, perché sopravvissuti ai “veri eroi”, i compagni morti in battaglia. Questa idea è sostenuta in modo molto passionale e sicuro soprattutto dai giovani Ira (oggetto talaltro di poco sorprendenti discriminazioni razziali) e Doc, involontarie pedine dello Stato, che pubblicizza una falsa grandezza del paese in una guerra idealizzata e falsamente nobile, ben lontana dalla realtà ben conosciuta dai reduci come un enorme peso immortale. Se vi state chiedendo com'è possibile che io mi metta a sciorinare una recensione così titanica per i miei canoni... ebbene sì, l'ho scritta per scuola XD
domenica, 17 febbraio 2008
Flags of our fathers

Nel film, lo spettatore si trova a rivivere, insieme al figlio di un reduce americano della battaglia sull'isola del Pacifico, i fatti che legano i ragazzi di un plotone di marines alla celebre fotografia che ritrae sei soldati nell'atto di innalzare la bandiera, simbolo della vittoria americana, sul monte di Iwo Jima.
La storia ritrae gli unici tre sopravvissuti trai ragazzi della fotografia che, grazie al successo dell'immagine, vengono congedati dal fronte e riportati negli Stati Uniti, dove vengono sfruttati, senza riguardo per i loro sentimenti, per scopi propagandistici al fine di risollevare il morale al popolo americano e di incitarlo ad investire nella guerra acquistando indispensabili buoni di guerra.
Attraverso numerosissimi flashback, che rendono la trama estremamente complicata all’inizio ma molto accattivante, si entra nei ricordi dei protagonisti della battaglia, narrata al figlio di Bradley da tre diverse voci: il tenente Severance che assiste il plotone dei protagonisti in guerra, il signor Beech, militare che accompagna i tre nella campagna di propaganda in patria e vigila su di loro, e il soldato del drappello Gust, giovane che assiste Doc ferito ad Iwo Jima e sopravvive all’attacco.
In molte di queste, poi, sono presenti ed evidenti strumenti e modalità riprese da celebri film di Spielberg, tra cui ovviamente Salvate il soldato Ryan, come citazioni al grande regista, produttore dello stesso Flags of our fathers. Sono degli esempi di queste tracce l'utilizzo della telecamera a livello del terreno e degli spruzzi d'acqua sull'obbiettivo durante gli assalti.
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Tra le pagine: "cinematografo, sfogo che non vi interessa"
domenica, 10 febbraio 2008
An Inconvenient Truth - Il nostro pianeta va a puttane 2
Oltre a quello che della relazione del politico ed ambientalista già mi aveva colpito i giorni scorsi, ho trovato sconvolgenti molti dati sullo scioglimento dei ghiacci, fenomeno sempre più preoccupante. E' un'emergenza reale, incombente ed attuale.
Inoltre, ci sono due punti di cui Gore (quanto mi sta simpatico quest'uomo) ha discusso verso la fine, la conclusione della sua esposizione: le responsabilità del problema (perché sta accadendo) e le idee sbagliate, diffuse tra la gente, sul riscaldamento globale.
LE RESPONSABILITA' sono principalmente di tre fattori, che voglio ricordare con una bella occhiataccia in alcuni casi:
- La crescita della popolazione ha portato ad un aumento della richiesta di determinate risorse naturali, che vengono consumate e distrutte in quantità così maggiore rispetto a qualsiasi altro periodo da risultare impressionante.
- Le nuove tecnologie, che da una parte hanno aiutato scienza e uomo a progredire e migliorare la vita, combinate con la vecchia mentalità così lenta a cambiare, sono sfruttate troppo o in modo non idoneo e causano un enorme danno al pianeta.
- Infine, a mio parere la parte su cui riflettere di più, il nostro modo di pensare. In poche parole, siamo dei deficienti! Come il signor Gore riassume in questa formula:
VECCHIA MENTALITA' (che siccome siamo teste di coccio non ci viene di mutare) + NUOVE TECNOLOGIE = RISULTATO IMPREVEDIBILE E POTENZIALMENTE DEVASTANTE
E allora, ce la vogliamo dare una mossa?
Vogliamo cominciare a pensare alla nostra terra o vogliamo rimanere come mia nonna, fedele agli ideali umanamente sbagliati e crudeli di un dittatore morto, stramorto, sepolto e mangiato dagli scarfaggi da decine di anni?!
LE IDEE SBAGLIATE principali sul problema del riscaldamento globale, poi, sono 3. Quindi, signori so-tutto-io-perchéguardomediaset, ascoltate bene:
- TUTTI gli scienziati seri, la gente che sa e che non si inventa le cose perché gliel'hanno detto alla tv di un politico corrotto, in tutto il mondo, sono d'accordo sul fatto che NOI siamo la fonte risolvibile del problema REALE ed effettivo dell'ambiente rovinato.
- NON si tratta di scegliere tra economia e ambiente, perché sui piatti della bilancia ci sarebbero i soldi contro il mondo intero, e l'economia si può adattare anche ai cambiamenti necessari.
- Il problema del surriscaldamento NON è troppo grande per essere risolto. Questa è solo una scusa del cazzo con cui i vecchi poltroni e i bambini di mammà si svincolano dal fare qualcosa e muovere le chiappe.
Infatti *rullo di tamburi*
signori e signore, sappiamo tutto ciò che è necessario sapere per salvare la Terra, tranne la volontà di farlo.
Forse, se almeno gli americani (che scusate se è poco ma vivono nel paese che più di tutti è causa dell'inquinamento) si accorgessero che non esiste solo l'America con la sua stupida guerra, sarebbe già un bel passo avanti.
Al Gore pone infine questa domanda: "Siamo in grado di superare i nostri limiti e il nostro passato?"
E dà questa risposta: la storia ci insegna di sì.
In fondo, ricordiamo che abbiamo "sconfitto" il fascismo anche sul nostro territorio, che la scienza mondiale ha battuto alcune malattie mortali forse per sempre, che siamo andati sulla Luna, e che nel viaggio verso il nostro satellite abbiamo potuto contemplare quel puntino che è il Pianeta Terra, dove tutto dell'uomo è avvenuto: "la nostra unica casa".
Ecco qui un grafico mostrato nel film di quanto è possibile ridurre l'emissione di CO2 prendendo alcuni importanti provvedimenti su scala globale, che mi ha molto colpito e fatto sperare:

Allora diamoci una mossa, perché l'uomo può tutto. Possiamo rovinare un pianeta intero? Bene, di sicuro possiamo anche metterlo a posto!
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Tra le pagine: "cinematografo"
Voilà! Alla vista un umile veterano del vaudeville, chiamato a fare le veci sia della vittima che del violento dalle vicissitudini del fato. Questo viso non è vacuo vessillo di vanità ma semplice vestigio della vox-populi, ora vuota ora vana. Tuttavia questa visita alla vessazione passata acquista vigore ed è votata alla vittoria sui vampiri virulenti che aprono al vizio, garanti della violazione vessatrice e vorace della volontà! L’unico verdetto è vendicarsi, vendetta! E diventa un voto non mai vano poiché il suo valore e la sua veridicità vendicheranno un giorno coloro che sono vigili e virtuosi.
giovedì, 07 febbraio 2008
V
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Tra le pagine: "cinematografo"
Moulin Rouge! è un musical del regista Baz Luhrmann, atipico nel suo genere, perché composto essenzialmente da rivisitazioni e omaggi ad alcuni dei brani storici della musica pop, reintepretati dal cast e dai due attori protagonisti, Nicole Kidman e Ewan McGregor, che stupiscono per le doti canore espresse nel film. Tra i personaggi principale vi è il pittore francese Henri de Toulouse-Lautrec (interpretato da John Leguizamo), realmente esistito, uno dei massimi esponenti dello spirito bohémienne, che può essere racchiuso in quattro parole, che ricorrono nel film: Libertà - Bellezza - Verità - Amore. Il film mescola la spettacolarità scenica ad un certo surrealismo, in linea con lo spirito della Parigi dell'epoca. Dal punto di vista visivo, predominano i colori caldi, il rosso su tutti, alternati a toni cupi e freddi nelle scene drammatiche di maggior tensione. La sua uscita è stata considerata la "rinascita" del musical. Parigi, 1899. Christian è un giovane aspirante scrittore , che si ribella all'autorità paterna e si trasferisce nel quartiere più "vivace" della capitale francese , Mont-Martre, per poter sviluppare le sue doti letterarie assaporando l'atmosfera bohémien che imperversava a Parigi. Un giorno un argentino narcolettico gli piove letteralmente in casa sfondandogli il soffitto: al piano di sopra, una sgangherata compagnia teatrale, guidata dal pittore Henri de Toulouse-Lautrec, sta provando il primo spettacolo della rivoluzione bohémienne da proporre all'impresario Zidler, una sorta di "Mangiafuoco" che organizza gli spettacoli del Moulin Rouge. Christian dimostra le sue doti eccellenti e viene accolto dalla compagnia,la quale, entusiasta, decide di far incontrare il giovane al "Diamante Splendente",Satine, stella del Moulin Rouge sperando che lei, colpita dalle poesie dello scrittore potesse convincere Zidler ad affidare loro la stesura del testo dello spettacolo .La sgangherata compagnia inizia Christian alla vita bohèmienne brindando con l'Assenzio e conducendolo in trionfo al Moulin Rouge dove assistono alla vivace ed ammicante scena del Can Can. Appena entra in scena Satine, Christian rimane colpito dalla bellezza della giovane, mentre tutto il locale,in subbuglio cerca di vedere più da vicino la ballerina.Zidler, intanto,quella sera ha invitato un nobile Duca inglese, sperando che l'uomo, dopo aver passato una notte d'amore con Satine, acconsentisse a finanziare il suo spettacolo. Durante la sua esibizione, Satine chiede a Zidler di indicarle il Duca, così da poterlo invitare personalmente a passare la notte insieme, ma ,per un equivoco, Zidler le indica Christian e lei invita la persona sbagliata. Satine ha un mancamento mentre canta, la portano nel suo camerino, dove la sua aiutante, Marie scopre una tremenda verità: Satine tossisce sangue, ha dunque contratto la tisi. Appena sono nella stanza della ragazza, Christian, inizialmente nervoso, la seduce con una canzone. Convinta che Christian in realtà fosse il Duca, Satine gli dice di essere innamorata di lui, pensando che il nobile le avrebbe potuto far avere successo come attrice. Appena scopre la vera identità di Christian, lo caccia in malo modo dalla sua stanza, ma il Duca li vede insieme e loro sono costretti ad inventare che stavano provando e, improvvisando, inventano la trama dello "Spettacolo Spettacolare" . Il vero Duca acconsente a finanziare lo spettacolo ad una condizione: avere l'esclusiva su Satine, la quale,intanto, si è resa conto di essere innamorata di Christian ed ha una relazione con lui. Zidler scopre la loro storia d'amore e ordina alla ragazza di lasciare Christian per il bene dello spettacolo, lei acconsente, ma i due continuano in segreto a vedersi. Le condizioni di salute di Satine peggiorano a vista d'occhio e il dottore rivela a Zidler che la ragazza è in fin di vita, Zidler dice a Marie di non dirlo però alla diretta interessata . Una ballerina, Nini, invidiosa del successo di Satine, dice al Duca che la sua protetta e lo scrittore hanno una relazione. L'uomo furioso, invita Satine a cena e tenta di abusare di lei, ma non ci riesce perché viene aggredito da Chocolat un ragazzo del Moulin Rouge amico della ragazza. La situazione per lei e Christian è tragica e pericolosa, i due cercano di scappare, ma Zidler li ferma e rivela a Satine della sua morte imminente. Le dice di nuovo di lasciare Christian, perché il Duca ha intenzione di ucciderlo. Lei questa volta fa quello che le viene chiesto e liquida Christian con una scusa. Il ragazzo, profondamente turbato , decide di umiliarla in pubblico e, alla prima del loro spettacolo sale sul palco e le getta delle banconote ai piedi, dicendo di aver pagato l'amore ricevuto da quella prostituta. Lei ,morente, scoppia in lacrime e intona la canzone simbolo del loro amore. Christian,allora la perdona e, insieme cantano il resto dello spettacolo. Il Duca, che assiste alla scena , cerca di uccidere il giovane, ma Zidler lo ferma con un pugno. Al calo del sipario i due sono felici, perché finalmente hanno vinto il Duca e sono liberi di amarsi, ma improvvisamente Satine si accascia al suolo senza respiro e chiede a Christian di scrivere la storia del loro amore.Satine muore fra le braccia dell'innamorato. Da wikipedia
venerdì, 02 febbraio 2007
Moulin Rouge!


Trama
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Ho visto questo film pochi giorni fa e da allora continuo a riguardarne le parti musicali *__*
E' semplicemente un capolavoro. Famosissime canzoni pop sono state modificate e messe insieme a creare un musical stupendo e unico. Gli attori sono magnifici (i protagonisti sono quelli che stimo di più insieme a Tom Hanks ^^).
La storia non è forse unica, ma è raccontata in modo sublime, con personaggi unici.
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L'onore di un mago sta nell'intreccio dei suoi incantesimi
Le lacrime sono una delle poche cose sincere
dell' uomo
è ciò che le provoca, se non sono di gioia, a meritare d'essere punito
Gli dei? Creatori con meno fantasia di noi.
L'unico vero amore è quello di un artista per la sua creazione.
Ciò che ci distingue dagli animali è saper creare qualcosa che ci dia gioia profonda: l' Arte.
Religione è quella cosa che copre l'omicidio con buone cause, fa arricchire i vecchi panzoni e rincoglionire i bimbi
Quando il sogno diventerà realta, cosa immaginerai dopo?
A volte ho fretta di vivere
Come Konstantin Nazvanov davanti al boccascena: anche il mio suggeritore preferisce l'orologio.
Un grande pregio della fantasia è poter scrivere anche di ciò in cui non si crede.
Una stella brilla di luce propria, una stella brilla per i cuori degli altri.
"Dai tu sei un essere superiore piu in alto nella catena alimentare tanto è vero che i comodini mangiano i truzzi le bistecche mangiano i comodini , io mangio le bestecche e tu mi mangi" (MadWolf)
"L'amicizia vera è un amore che dura per sempre" (Jadis)
Non è la vita ad essere un lungo viaggio: sono i viaggi, piuttosto, a vivere ogni volta con il cuore pulsante dell'avventura
Veloce, che mi scappa da vivere!
Prima goditelo, contemplalo poi.
Restino mute le tue labbra perché puro sia il tuo cuore.
Se qualche goccia ti disturba, apri l'ombrello; ma se la pioggia cade forte, lascia che lavi via i pensieri.
Dietro alle stelle, là c'è l'infinito.
Alza gli occhi se vuoi vedere quello che si spetta.
Quando hai voglia di piangere, fallo, e abbraccia qualcuno perché ti capirà.
"L'angelo nero condannato all'umanità perché osò
amarla, la sibilla che fu cieca al suo stesso destino e il sacrificio che per
amore visse.
Sei l'infinito dietro le stelle. Che si specchia nel mare ed è convinto che sia
lontano ed irraggiungibile." (Lady Lylian)
"Una bella persona è quando è facile pensarla amica,una bella persona fa sembrare tutto cio che dice oro colato ma soprattutto una bella persona non è perfetta e lo sa." (Marco)
L'immoralità della noia è seconda solo a quella del destino.
Voglio fare la cosa sbagliata, ancora e ancora e ancora, e godere del piacere della mia immaturità.